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Università, pronta la nuova riforma

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Università, pronta la riforma Gelmini: soldi a prof migliori e rettori a termine

«Bisogna avere il coraggio di cambiare, premiando i giovani meritevoli e le università che puntano sulla qualità eliminando gli sprechi». Ma per affrontare la riforma degli atenei servono «più pacatezza e serenità».

Per questo il ministro dell'Istruzione e dell'Università, Mariastella Gelmini, ha rivolto un «appello al Parlamento e all'opposizione» affinchè la riforma dell'Università possa avere «una durata superiore a quella di un governo. Più condivisione si trova, migliore è il servizio che si fa ai giovani». Il ministro ha presentato la sua riforma dell'università in occasione di un incontro organizzato a Roma dal Pdl. Tra le novità previste dal disegno di legge messo a punto dalla Gelmini un mandato massimo di otto anni per i rettori, scatti di stipendio solo ai professori migliori, la possibilità per gli atenei di fondersi tra loro per evitare duplicazioni e un consiglio di amministrazione con il 40% di membri esterni. Ecco la riforma punto per punto:

FUSIONI TRA ATENEI PER ABBATTERE COSTI - Sarà possibile fondere o aggregare, su base federativa, università vicine, anche in relazione a singoli settori di attività, per aumentare la qualità, evitare duplicazioni e abbattere i costi. -

BILANCI PIÙ TRASPARENTI - I bilanci delle università dovranno rispondere a criteri di maggiore trasparenza (attualmente non calcolano, ad esempio, la base di patrimonio degli atenei). Debiti e crediti saranno resi più chiari secondo criteri nazionali concordati tra i ministeri Istruzione e Tesoro.

DIMEZZATI SETTORI DISCIPLINARI - I settori scientifico-disciplinari passeranno dagli attuali 370 a circa la metà (con una consistenza minima di 50 ordinari per settore). La sforbiciata punta anche a evitare che cordate ristrette abbiano troppo potere. È poi prevista una delega al ministro per riorganizzare i dottorati di ricerca.

PER RETTORI MANDATO MASSIMO DI 8 ANNI - Alla base della riforma della governance c'è l'adozione di un codice etico per evitare incompatibilità e conflitti di interessi legati a parentele. Per quanto riguarda i rettori è previsto un limite massimo complessivo di 8 anni per il loro mandato (inclusi quelli già trascorsi prima della riforma). Ci sarà una distinzione netta di funzioni tra Senato accademico e Cda: il Senato avanzerà proposte di carattere scientifico, ma sarà il Cda ad avere la responsabilità chiara delle spese, delle assunzioni e delle spese di gestione anche delle sedi distaccate. Sarà ridotto il numero di membri sia del Senato (al massimo 35 contro gli oltre 50 di oggi) sia del Cda (11 invece di 30) «per evitare organi pletorici e poco responsabilizzati». Il Cda avrà il 40% di membri esterni e sarà rafforzata la rappresentanza studentesca (questo anche nel senato). Un direttore generale prenderà il posto dell'attuale direttore amministrativo e avrà compiti di grande responsabilità, insomma sarà un vero e proprio manager dell'ateneo. Infine, il nucleo di valutazione d'ateneo sarà a maggioranza esterna (per garantire una valutazione imparziale) e sarà semplificata la struttura interna degli atenei.

SCATTI STIPENDIALI SOLO A PROF MIGLIORI - Una commissione nazionale (con membri italiani e per la prima volta anche stranieri) dovrà abilitare coloro che sono ammessi a partecipare ai concorsi per le varie fasce. Saranno valutate le capacità e il curriculum sulla base di parametri predefiniti. Le università potranno assumere solo coloro che saranno riconosciuti validi dalla commissione. Vengono previsti incentivi economici al trasferimento per i docenti al fine di rendere concretamente possibile la mobilità, con procedure semplificate per i docenti di università straniere che vogliono partecipare alle selezioni per posti in Italia. I professori a tempo pieno dovranno lavorare 1.500 ore annue, di cui almeno 350 per docenza e servizio agli studenti. Scatti stipendiali solo ai prof migliori: si rafforzano le misure annunciate nel DM 180 in tema di valutazione biennale dell'attività di ricerca dei docenti; in caso di valutazione negativa si perde lo scatto di stipendio e non si può partecipare come commissari ai concorsi.

DIRITTO ALLO STUDIO - Delega al governo per riformare organicamente la legge 390 del 1991, in accordo con le Regioni, con l'obiettivo si spostare il sostegno direttamente agli studenti per favorire accesso agli studi superiori e mobilità.

(fonte Corriere.it)

Ultimo aggiornamento Lunedì 03 Agosto 2009 15:45  

Assemblea dei soci

L’Assemblea dei soci aderenti all’ACRU è fissata in prima convocazione il giorno 26 novembre 2009 alle ore 23.30 e in seconda convocazione il giorno

venerdì 27 novembre 2009 ore 11.00
presso la sede della Conferenza Episcopale Italiana
di Via Aurelia, 468 - Roma

E’ gradito un cenno di conferma della Vs. partecipazione all’indirizzo mail info@acru.it entro martedì 24 novembre specificando l’eventuale presenza al pranzo o inviando la scheda di partecipazione al fax 0666398284.