Associazione Collegi e Residenze Universitarie

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Home Statuto e Charta Charta dei Collegi

Charta dei Collegi Universitari di ispirazione cristiana

INDICE:

 

Premessa

1. Il primo Convegno nazionale dei Collegi universitari (C.U.) di ispirazione cristiana promosso dalla Conferenza Episcopale Italiana, svoltosi a Roma nel gennaio 1996[1], ha compiuto una prima, ancora incompleta, ricognizione di tali strutture. Secondo i dati in nostro possesso esistono in Italia 483 C.U. che accolgono molte migliaia di studenti.

La rete di C.U. presenti sul territorio nazionale esprime l’attenzione della Chiesa italiana verso i giovani studenti universitari e il loro futuro impegno professionale. Una attenzione che in alcuni casi conosce una storia secolare, è stata ribadita nel 1990[2] con l’esplicita richiesta di favorire “da parte delle comunità ecclesiali il sorgere e l’operare delle case dello studente, dei pensionati universitari e dei servizi logistico-assistenziali perché i giovani che preparano il proprio avvenire all’università possano trarre il maggior beneficio possibile dal tempo limitato della loro presenza accademica”.

Dieci anni dopo, il documento della CEI “La comunità cristiana e l’università oggi in Italia” ha ribadito l’importanza ecclesiale e civile dei collegi: “Le centinaia di collegi universitari di ispirazione cristiana presenti sul territorio nazionale testimoniano l’attenzione della Chiesa verso i giovani studenti universitari e il loro futuro impegno professionale. I collegi promuovono l’ospitalità e l’accompagnamento educativo e spirituale degli studenti e si propongono come ambienti di maturazione umana e cristiana, di formazione culturale e civile. Occorre che tali istituzioni vengano meglio valorizzate e possano interagire con le altre espressioni della pastorale, in particolare con la pastorale giovanile, puntando a rinnovare la propria immagine e il proprio servizio ecclesiale e sociale, per la preparazione di professionisti e studiosi che sappiano animare gli ambiti delle attività umane con la forza trasformatrice del Vangelo”[3]

 

Linee per un progetto educativo

del collegio universitario

di ispirazione cristiana

2. Già dal Convegno del 1996 si è evidenziata la necessità di elaborare linee essenziali per un progetto educativo comune che qualifichi i C.U. di ispirazione cristiana. Le linee qui indicate sono il frutto del cammino di riflessione comune condotto fino ad oggi.

 

L’identità del collegio universitario

3. La grande varietà che caratterizza i nostri C.U. non permette l’indicazione di un modello esclusivo: non s’intende qui delineare un C.U. ideale che non esiste ma un ideale di C.U. che sia di orientamento e stimolo.

Dobbiamo riconoscere che accanto a molti C.U. sorti ed operanti con chiare motivazioni educative non mancano C.U. aperti in anni recenti per ragioni congiunturali e con scopi meramente logistici. Queste linee educative vorrebbero essere anche per loro un aiuto per una migliore qualificazione.

4. I C.U. di ispirazione cristiana promuovono l’ospitalità e l’accompagnamento educativo degli studenti universitari. Tendono ad essere, nel rispetto della libertà delle persone, ambiti di maturazione umana e cristiana, di approfondita formazione culturale e civile, di crescita nella responsabilità personale e nella corresponsabilità. La formazione integrale del giovane è dunque l’obiettivo fondamentale di queste nostre strutture, nella persuasione che la crescita della coscienza personale e sociale sia favorita o ostacolata dall’ambiente nel quale la persona vive.

5. I C.U. realizzano una convivenza di adulti, con competenze e ruoli diversi (studenti, animatori-educatori, docenti, ecc.) caratterizzata dalla comunicazione (intesa nel suo significato più ampio e pregnante, proprio del rapporto educativo e della ricerca scientifica), finalizzata all’ampliamento della partecipazione a un sapere (o verità) che comporta la promozione della persona e delle sue valenze, e che implica sempre responsabilità personali e sociali.

I momenti di aggregazione (incontri culturali e di studio, feste, attività sportive, ecc.) favoriscono lo sviluppo di un clima di amicizia all’interno del C.U. ed inoltre permettono l’incontro tra studenti di diversi C.U.

 

L’esperienza universitaria

6. L’esperienza universitaria rappresenta una singolare occasione di formazione umana, culturale e professionale che il giovane è chiamato a vivere in modo responsabile, non solo come percorso in vista di un adeguato inserimento nel mondo del lavoro, ma anche come impegno di maturazione integrale.

7. In verità le condizioni in cui versa l’università in Italia oggi destano preoccupazione e necessitano di interventi, anche legislativi, urgenti ed efficaci che in una certa misura sono già in via di attuazione. I dati sul calo delle iscrizioni, sul prolungamento dei tempi di laurea, sull’esiguità del numero dei laureati, sulla cosiddetta “mortalità universitaria” confermano le ragioni di preoccupazione e le esigenze di riforma. L’impegno ecclesiale rivolto al mondo universitario, anche attraverso i C.U., può contribuire a migliorare la qualità della vita universitaria.

8. Per questo la vita del collegio e il suo calendario dovranno modularsi sulla base delle esigenze che derivano dalla frequenza universitaria. Il C.U. non deve porsi come ambito autosufficiente e autoreferenziale né isolarsi dall’università, ma sollecitare la partecipazione alla vita universitaria nelle sue varie forme e far crescere la consapevolezza delle opportunità offerte dalle Università (diritto allo studio, scambi con Università straniere, tutorato, ecc.).

9. Grazie alla presenza di studenti dei diversi anni di corso e di differenti facoltà, il C.U. può favorire un proficuo scambio, un tutorato informale a vantaggio dei più giovani e un più ampio confronto culturale.

10. La qualifica universitaria dei Collegi implica fin dal momento dell’accoglienza un attento esame del curriculum dello studente negli anni della Scuola media superiore e del risultato degli esami di maturità, all’interno di una valutazione complessiva della storia personale. È opportuno che la riconferma del posto in Collegio tenga presente l’andamento degli studi e del complessivo impegno dello studente. Tale dato, affidato al discernimento dei responsabili del C.U. può costituire uno stimolo allo studio e favorire un ambiente di impegno.

 

L’ispirazione cristiana del C.U.

11. L’Ispirazione cristiana del CU è custodita, valorizzata, attuata e promossa attraverso il progetto educativo, dal quale prende forma la programmazione del C.U.. L’antropologia cristiana è il riferimento sia della progettualità educativa, sia delle concrete proposte formulate nei C.U.

Il C.U. è aperto a quanti accolgono il progetto educativo, garantisce al proprio interno spazi, occasioni di dialogo, confronto, e parla il linguaggio della ricerca.. All’interno della progettualità educativa il C.U. stimola in ogni studente la personalizzazione del processo formativo, rispettando e promuovendo i talenti personali, culturali e religiosi di ciascuno nell’ottica della promozione del bene personale dell’uomo, di tutto l’uomo e di tutti gli uomini.

Ai giovani dei C.U. si chiede di essere anzitutto pensanti, capaci di interrogarsi davanti ai grandi enigmi dell’esistenza, pronti a mettersi in discussione, a dar voce leale alla ricerca di verità che sale incessante nella coscienza aperta nell’orizzonte della trascendenza. La formazione spirituale promossa nei C.U. è rispettosa della persona ed ha come obiettivo la crescita nella fede e nell’appartenenza ecclesiale.

12. Nei C.U. si promuove l’incontro degli studenti con i testimoni della fede e dei valori non negoziabili della vita, convinti che la testimonianza di chi ha incontrato il Signore e in modi diversi lo serve nei suoi fratelli, lo ricerca nello studio e nell’impegno scientifico e professionale e favorisce l’apertura della persona alla dimensione spirituale dell’esistenza umana.

13. Il valore aggiunto dell’offerta formativa del C.U. è sostanziato dalla possibilità di momenti comunitari di catechesi, di preghiera, di esperienze di volontariato e di solidarietà, accogliendo, nell’ottica della pastorale integrata, attraverso le indicazioni della pastorale universitaria, le proposte del cammino della Chiesa particolare.

L’ispirazione cristiana dei C.U. è proposta riconoscendo la centralità della Parola di Dio e dell’Eucaristia come esperienze privilegiate di incontro con Dio, valorizzando alcuni significativi momenti dell’anno: inizio A.A., ricordo dei defunti, il Natale, il mese della Pace, le Ceneri e la Quaresima, la Pasqua, la Pentecoste, il giorno del ringraziamento nella chiusura dell’A.A..

14. La proposta di incontri culturali diviene occasione per conoscere e rielaborare le riflessioni offerte dalla Chiesa italiana nell’ambito del progetto culturale orientato in senso cristiano, con particolare riferimento agli ambiti contenutistici indicati[4].

15. Così intesa l’ispirazione cristiana del C.U. risulta proponibile anche a chi non vive pienamente la fede cristiana, ma è comunque animato da autentico atteggiamento di ricerca.

 

I protagonisti del Collegio Universitario

16. Il C.U. è un ambito educativo, situato nell’ultimo segmento del percorso formativo di un giovane ormai adulto. Primo e principale protagonista del C.U. è lo studente, per questo verrà privilegiata una “circolarità”, una interazione educatore-giovane. Il C.U. favorisce perciò l’assunzione di responsabilità da parte degli studenti attraverso strumenti assembleari e/o rappresentativi. Sono altresì utili gruppi di lavoro autogestiti che si fanno carico delle iniziative della vita collegiale (gruppo sportivo, culturale, liturgico...).

17. Centrale è la figura della direttrice o del direttore con i loro collaboratori. A loro spetta anzitutto quell’impegno di saggezza che consente di cogliere e valorizzare le risorse che vengono dalle differenze e dalle peculiarità di ciascuno.

In questa prospettiva il dialogo con il direttore e/o con i responsabili del C.U. è momento significativo della vita collegiale. Prima di accedere al C.U. tale dialogo tende ad accertare le caratteristiche salienti della personalità del giovane, le motivazioni della scelta universitaria, le risorse intellettuali, la buona disposizione alla vita di relazione, eventuali percorsi formativi e esperienze in gruppi, associazioni giovanili. Nel corso dell’anno accademico e al termine sono opportune adeguate verifiche della qualità degli studi e della condivisione della vita collegiale. Il C.U. favorisce occasioni di dialogo con le famiglie degli studenti.

É opportuno che le responsabilità amministrative siano affidate ad altra persona perché il direttore possa svolgere in modo adeguato il proprio compito educativo.

18. L’assistente spirituale, quando non si identifica con il direttore, collabora con lui nell’attuazione del progetto educativo del C.U. creando le condizioni perchè la coscienza dello studente, nella più grande libertà, possa maturare scelte consapevoli alla luce del Vangelo.

19. L’apporto di esperti è un validissimo aiuto per l’approfondimento critico delle problematiche di maggior rilievo presenti nella società.



[1] Gli atti del Convegno sono raccolti nel volume I collegi universitari. Prospettive culturali ed esigenze pastorali, Verona 1997.

[2] Lettera del Consiglio Episcopale Permanente della C.E.I. Alcuni problemi dell’Università e della cultura in Italia, 1990, n. 8, in ECEI, vol. IV, 2337

[3] Commissione Episcopale per l’Educazione, la Scuola e l’Università, La comunità cristiana e l’università, oggi, in Italia, n.13

[4] cfr. Atti del Primo Forum del Progetto Culturale, dicembre 1997.